Sibille, Lenormand e tarocchi: cosa cambia per te che chiedi
Tre mazzi diversi, e la differenza non è una curiosità da collezionisti: cambia il tipo di risposta che ti porti via. Io leggo le sibille italiane, e qui c'è il perché.

"Mi leggi i tarocchi?" me lo chiedono quasi tutti, e va benissimo: fuori dal mestiere "tarocchi" è diventato il nome di tutto. Ma i mazzi sono tre cose distinte, e la differenza si sente proprio nella risposta che esce.
Te la racconto dal lato che ti interessa, cioè cosa cambia per chi fa la domanda.
I tarocchi: 78 carte, e parlano grande
Il mazzo dei tarocchi ha 78 carte, di cui 22 sono i cosiddetti arcani maggiori: la Morte, il Matto, la Torre, l'Appeso. Sono figure enormi, simboliche, che parlano di passaggi di vita e di archetipi.
È un mazzo che risponde bene alle domande grandi. Chi sono adesso, cosa sta finendo, che fase sto attraversando. Il rovescio della medaglia è che sulle domande piccole e concrete tende ad andare alto: chiedi di una telefonata e ti risponde sul senso del cambiamento.
Le Lenormand: 36 carte, e vengono dalla Francia
Le Lenormand sono 36 carte, prendono il nome da Mademoiselle Lenormand, cartomante francese a cavallo fra Settecento e Ottocento, e qui c'è una cosa curiosa che vale la pena sapere: quel mazzo lei non lo usava. È la riedizione di un gioco di società tedesco del 1798, il Gioco della Speranza, a cui il nome famoso è stato attaccato dopo, perché vendeva.
Sono carte concrete, dirette, con figure di uso quotidiano. Si leggono molto in combinazioni brevi.
Le sibille italiane: 52 carte, e sono le mie
Il mazzo con cui lavoro io è la Vera Sibilla, sibille italiane dell'Ottocento. Sono 52 carte, come un mazzo da gioco francese, e non per caso: su ogni sibilla sono stampati seme e valore della carta da gioco corrispondente. La Casa è il 2 di cuori, l'Amore è il 4 di cuori, la Lettera è il 2 di quadri.
Le figure sono scene di vita, con nomi che si capiscono senza glossario: la Casa, il Viaggio, la Lettera, il Pensiero, la Malinconia. Le chiamano anche carte chiacchierine, e il nome è preciso: parlano molto, parlano di cose che accadono, e parlano fra loro.
Perché la cosa da sapere è questa: una sibilla da sola dice poco. Quasi ogni significato tradizionale finisce con la formula "le carte vicine dicono", e il senso si precisa nell'accostamento. La Lettera accanto all'Amore non è la Lettera accanto alla Malinconia, ed è il motivo per cui una lettura non è la somma dei significati delle carte uscite.
Il nome, poi, viene dalle sibille antiche: le voci oracolari femminili del mondo classico. È una genealogia tutta al femminile, e me la tengo volentieri.
Cosa cambia davvero, per te
Se dovessi metterla in una riga: i tarocchi rispondono al perché, le sibille rispondono al cosa e al chi.
Con le sibille una domanda concreta resta concreta. Chi c'è attorno a questa situazione, cosa si muove, cosa sta fermo, da dove arriva una notizia, chi sta spingendo e chi trattiene. Escono le persone, escono i luoghi, escono i gesti. È il motivo per cui le uso: chi mi chiama non ha bisogno di una lezione sul proprio percorso interiore, ha bisogno di capire cosa ha davanti.
Il limite è lo stesso di ogni mazzo, e non lo nascondo: dicono cosa vedo, non cosa succederà per certo. Nessuna delle 52 promette un esito, e se qualcuno ti dice che una carta significa "sì, torna" ha scambiato la lettura per un distributore di rassicurazioni.
E se il mazzo lo volessi scegliere tu
Non è una gara e non c'è quello migliore. C'è quello che si intona alla tua domanda.
Se la domanda è "cosa sto attraversando", i tarocchi hanno più respiro. Se è "cosa sta accadendo qui, adesso, con queste persone", le sibille sono più puntuali, e la risposta te la porti a casa in una forma che puoi usare.
Il mazzo intero, carta per carta, sta in Le carte. Sono 52, hanno tutte un nome, e leggerle una per una è il modo più semplice di capire se questa lingua ti dice qualcosa.

